
Al Castellana: l’intervista
Ricordate ancora qual è la prima volta in cui avete sentito cantare Al Castellana? Io sì: avevo quattordici anni, Mtv era appena sbarcata in Italia e il video di Vento Freddo con Neffa era in alta rotazione. 107 elementi dopo mi ero letteralmente innamorata di quella voce incredibile, potente, straordinariamente ricca di sfumature, che in quella formula ritornello-strofa rappata-ritornello ci stava un po' strettina. Quando, molti anni dopo, mi è capitato di conoscerlo finalmente dal vivo, sono rimasta doppiamente sorpresa: quell'uomo il cui talento debordava da ogni nota era anche una persona umile, simpatica come raramente capita agli artisti, concreta, e soprattutto dedita alla propria musica al 100%, senza compromessi. In una nazione in cui a rappresentare il soul in classifica c'è Mario Biondi, la "latitanza" di Al Castellana si spiega solo così: con la genuinità di chi non ha intenzione di tradire se stesso per ottenere un misero scampolo di successo. Oggi, però, giustizia è finalmente (…)






















