La chiusura di Aelle Magazine
Pubblicata da Simone Lippolis alle 00:00 in Articoli. 0 commenti.

Prima di tutto, voglio ringraziare Penzucci e Lippo dell'ospitalità su uno dei siti più visitati dalla comunità hip hop italiana e, vista la recente dipartita della rivista alla quale ho lavorato per sette anni (penso proprio che abbiate già saputo che AL ha chiuso...), vi rubo pochissimo del vs. tempo e spazio, semplicemente per introdurre i visitatori alla nuova versione di hotmc che riprende il cammino dopo momenti difficili.
Non vi nascondo che mi fa un po' strano 'occupare' lo spazio dell'editoriale di hotmc.com dopo aver steso le mie parole su decine e decine di pagine fatte di carta rilegata in sedicesimi.
Ma il tempo passa, per tutti, e non so come, mi ritrovo ad avere circa trent'anni (alcuni di più, ma non vorrei scendere nei particolari ;-) e a guardarmi un attimo indietro per fare quel tipo di bilancio che fai solo quando superi i trenta, appunto.
Non sono stata un'assidua frequentatrice delle board, delle chat, di irc, mp3, trick, chip e di tutte le cose che nel momento in cui scrivo stanno venendo alla luce. La maggior parte degli HOTBOARDERS suppongo siano ben più giovani di me e ben più familiari con schermo e tastiera, per niente attaccati all'IDEA di carta stampata.
Lo si capisce anche dai contenuti dei siti italiani di Hip Hop, dal modo in cui si espongono e si utilizzano, dalla maniera con cui chiunque nelle boards o chat, davvero chiunque, ha l'opportunità di scrivere la propria opinione, la quale avrà pari dignità e spazio, nonché font, colore, ecc. rispetto alle altre. Si tratta di quella democrazia dell'informazione che dà a tutti la possibilità di scrivere e di farsi leggere, allargando a dismisura le possibilità di espressione ma diminuendo proporzionalmente i fruitori, visto che pure loro sono possibili protagonisti.
Le domande in quest'intervista sono arrivate direttamente da voi, raccolte tramite una richiesta sulle Hot Boards, mi auguro che le risposte della redazione possano soddisfarvi.... (Lpp)
Che necessità c'era di romanzare gli eventi e le storie che voi stessi alle volte raccontavate nelle vostre documentazioni, e perché solitamente i fatti spiegati diventavano difficili e non semplici da capire per un lettore di ultimo arrivo? (vedi ad esempio il recente speciale su Masta Ace). [SPEEDY]
In realtà, Speedy, il "romanzare" (come lo chiami tu) a volte alcune interviste, serviva a rendere più leggibili articoli che altrimenti sarebbero risultati sterili e sicuramente poco piacevoli alla lettura. Molto spesso infatti gli artisti intervistati non sono esattamente eloquenti, il che significa per noi giornalisti ritrovarci con poche righe di materiale e risposte monosillabiche. Fa parte del nostro lavoro trasformare questo tipo di materiale in quello che comunemente viene definito un "articolo" completo che fornisca quindi a voi lettori una panoramica completa dell'artista in questione e del suo lavoro, ciò significa "raccontare" gli eventi trascrivendoli secondo quelle che sono le nostre conoscenze e la nostra sensibilità di modo da risultare interessanti alla lettura. Deduco dalla tua domanda che tu non hai particolarmente gradito questo tipo di approccio, ma potrei risponderti che a questo punto si entra nel campo del gusto personale. L'esempio che citi tu, ovvero l'articolo su Masta Ace, è un po' particolare, nel senso che è scritto da Phase 2 ed è quindi normale che risulti leggermente più complesso di una comune intervista agli occhi di un lettore non espertissimo. Mi pare comunque ovvio che nel dovere di una redazione ci sia anche quello di fornire una rivista appetibile al più ampio pubblico possibile, il che significa scrivere articoli che possano interessare un 14enne ma anche un 30enne. Spero di essere stata esauriente, permettimi di concludere infine con un quesito a mia volta: ma che bisogno c'era di romanzare così la tua domanda, caro Speedy? (Zkr)
Cosa c'è nel futuro di ognuno di voi? [ITALIC.FRESH_I.B.D]
Al momento stiamo valutando diverse proposte che sono arrivate ad ognuno di noi. Per ora non è stato ancora firmato nessun accordo per cui non sappiamo come sarà il futuro delle persone che componevano lo staff di AL. Grazie della domanda che presuppone un interessamento nei confronti di chi ha lavorato al giornale. (zkr)
Tornando indietro aprireste al "rap politico" (e non solo per il bene della rivista)? [ZIO P]
La chiusura di AL nei confronti del rap politico aveva la sua ragione d'essere: e a dirlo sono io, che pur con questa scelta non ero fondamentalmente d'accordo... non ero d'accordo, ma la trovavo una scelta legittima. AL ha portato chiarezza lì dove si dava per scontata l'equazione rap = centri sociali: un compito meritorio. E' però vero che non necessariamente si doveva buttare a mare quello che l'esperienza delle posse ha portato all'hip hop, né è stato giusto cancellare e non nominare legami e vicinanze che ci sono sempre state. Tuttavia mi pare che AL, vedi un paio di articoli scritti da me o l'intervista agli Assalti Frontali, stesse recuperando e riaffrontando una serie di temi legati al mondo del "rap politico". Chiedersi oggi se questa cosa andava fatta prima è una domanda tanto bella quanto inutile: manca la controprova... A occhio, posso dire che se AL avesse affrontato prima, meglio e di più il "rap politico" da un lato avrebbe guadagnato in varietà e consistenza giornalistica, dall'altro avrebbe alimentato un equivoco piuttosto pericoloso e fuorviante: ogni scelta ha pregi e difetti. Io personalmente l'avrei fatto, ma non è detto che sarebbe stato complessivamente meglio, non ho certezza di questo. (damir)
Non considerate il fatto di far finire il lavoro di dieci anni così all'improvviso come una resa, una sconfitta? [BLUMY]
Perché? No, non penso assolutamente sia così. La vita di chiunque è fatta di periodi e di ere; l'era di AL, durata dieci anni (quindi una bella parentesi corposa), si è appena conclusa e siamo pronti ad affrontare qualsiasi altra impresa lavorativa che ci coinvolga al 100%. Ad AL abbiamo dato tutto il nostro tempo e la nostra passione come redattori, ma il tempo a disposizione di AL è scaduto: ora si presentano altre opportunità, come succederà anche nella tua vita e in quella di tutti. AL, come ogni cosa sulla terra, ha avuto un inizio, una parabola ascendente, uno sviluppo, una curva discendente ed una fine. Non c'è nulla che assomigli ad una resa in questo. E' la vita. (zkr)
Vorrei sapere se alla kiusura di AL verrà kiuso anke il sito! [2KAPPA]
Il sito rimarrà per un po', ma non si ancora per quanto. Continuate a frequentarlo e ad inviare le vs. news che verranno pubblicate di frequente, ne vale la pena perché vi assicuro che è visitato da moltissime persone. (zkr)
Per quale motivo nella vostra rivista parlate poco di djing? [FEDE]
Per quanto riguarda i dj americani o stranieri in genere sono molto più difficili da contattare (visto che raramente hanno dei 'rappresentanti') e da intervistare se non durante le loro tourné che nel nostro paese, come penso tu sappia, sono quasi zero. Tutti quelli che sono venuti a suonare (tony touch, mixmaster mike, q-bert, vadim, grandmaster flash, kool herc, ecc. ecc.) sono apparsi sulle pagine del giornale, senza contare che anche tutti gli italiani sono stati presenti, nell'arco dell'esistenza di AL in edicola, sulle nostre pagine. Abbiamo inoltre sponsorizzato e promosso sempre gratuitamente gli eventi principali di djing in Italia (vedi ITF e DMC) sia con pubblicità che con articoli e redazionali. (damir e silvia)
Perchè non ci avete pensato prima a chiudere?????? [COLUICHEOSSERVA]
Nell'evidente intento di fare una domanda provocatoria permettimi di dirti che hai sconfinato nell'inutile. A che serve questa domanda, Coluicheosserva? Se il giornale non era di tuo gradimento non era necessario che tu lo comprassi o ne parlassi. Noi abbiamo fatto il nostro lavoro fino a quando ci è sembrato possibile farlo, ci siamo fermati per una serie di motivi che mi pare siano stati già sviscerati a sufficienza. Nessuno, meglio della redazione di AL poteva giudicare fino a che punto fosse utile e/o possibile continuare a far uscire questa pubblicazione e nessuno, quindi, meglio di noi poteva scegliere il momento più adatto per chiudere. Nel prendere questa decisione, credimi, abbiamo sempre e comunque tenuto conto dei segnali che ci arrivavano dai nostri lettori e in realtà sono molti di più coloro che ci hanno pregato di continuare AL rispetto a coloro che invece ci hanno dimostrato di essere lieti della chiusura. (silvia volpato)
La chiusura di AL Magazine è:
- 32.3% Un chiaro indice di fallimento
- 19.8% La fortuna dell'HipHop italiano
- 19.2% La fine dell'HipHop italiano
- 10.9% Una bufala
- 8.9% Un indizio di rinascita
- 8.7% Notizia certa
Voti totali: 458
E' strano vedere l'andamento di questo sondaggio. All'inizio infatti la risposta maggiormente scelta era quella della "bufala"; poi, mano a mano che la notizia si è diffusa in rete (spesso riportata da fonti autorevoli) le cose sono cambiate.
AELLE ha chiuso. E, come dimostra il 32% dei votanti, questo rispecchia l'attuale situazione fallimentare dell'HipHop in Italia.
Molti ritengono una fortuna il fermarsi delle rotative che ogni mese buttavano su carta quei 4 colori che alla fine creavano la rivista.
Sicuramente si è creato un grosso buco ma chissà se ci sarà in futuro (quanto meno in quello prossimo) necessita' di riempirlo?






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